di Carlo Longo
Trump chiarisce che il piano di pace USA per l’Ucraina non è definitivo. Kiev e Washington si incontrano a Ginevra insieme ai Paesi europei per discutere i possibili parametri di un accordo. Zelensky avverte: l’Ucraina rischia di perdere un alleato chiave
Le proposte degli Stati Uniti per arrivare a una soluzione negoziata nel conflitto ucraino non sono scolpite nella pietra. Lo ha lasciato intendere il presidente Donald Trump, che ha risposto con un netto “no” alla domanda se il piano in 28 punti diffuso nei giorni scorsi debba considerarsi definitivo. L’unico elemento fermo, ha sottolineato, è l’obiettivo di porre fine alla guerra «in un modo o nell’altro», con la convinzione che il conflitto debba essere chiuso al più presto. Parole che aprono un piccolo margine di manovra in vista dei nuovi colloqui.
Ucraina e Stati Uniti al tavolo negoziale in Svizzera
Domenica, a Ginevra, si terrà un incontro cruciale tra la delegazione ucraina e quella statunitense per discutere i “possibili parametri del futuro piano di pace”, come annunciato dal segretario del Consiglio di sicurezza ucraino Rustem Umerov. A rappresentare Kiev sarà Andriy Yermak, stretto collaboratore del presidente Zelensky, che ha approvato oggi il mandato della delegazione. Per gli Stati Uniti saranno presenti il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff, considerato uno dei principali autori del documento americano.
I partner europei al fianco di Kiev
Al tavolo non siederanno solo Ucraina e Stati Uniti. Fonti governative tedesche hanno confermato la partecipazione dei consiglieri per la sicurezza nazionale di Francia, Regno Unito e Germania. Anche l’Italia sarà presente: fonti diplomatiche italiane hanno fatto sapere che Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, ha lasciato i lavori del G20 di Johannesburg per raggiungere Ginevra. La cooperazione tra le principali capitali occidentali viene considerata un passaggio fondamentale per mantenere una linea comune nella gestione dei negoziati.
Zelensky: difendere dignità e alleanze
Nel suo videomessaggio quotidiano, Zelensky ha assicurato che i rappresentanti ucraini sanno come difendere gli interessi del Paese e come impedire che la Russia possa tentare una nuova offensiva. Ieri, però, il presidente aveva adottato toni più cupi, avvertendo che l’Ucraina potrebbe essere costretta a scegliere tra la propria dignità e l’alleanza con gli Stati Uniti, un rischio che riflette la fragilità del momento e l’importanza dei colloqui imminenti.
Trump impone la scadenza: Kiev deve rispondere entro il 27 novembre
Dopo settimane di contatti riservati e di elaborazioni tecniche, Donald Trump ha formalizzato la sua proposta di pace per l’Ucraina, elaborata insieme all’inviato speciale Steve Witkoff e al rappresentante russo Kirill Dmitriev. Ma, subito dopo averla presentata, il presidente statunitense ha imposto a Kiev un ultimatum: entro il 27 novembre, Giorno del Ringraziamento, l’Ucraina dovrà comunicare se accetta o meno il piano. Una pressione che pesa non solo su Kiev, ma anche sull’intero equilibrio di sicurezza europeo.
I 13 leader del G7 e dell’UE: «Il piano è una base, ma va modificato»
A Johannesburg, durante il G20, i leader di Stati Uniti, Europa e altri Paesi del G7 si sono riuniti per valutare la situazione. Il comunicato diffuso al termine dell’incontro esprime apprezzamento per gli sforzi americani, ma lascia emergere timori profondi. La bozza in 28 punti, si legge nella nota, contiene aspetti utili per costruire una pace duratura, ma necessita di un lavoro aggiuntivo per evitare che l’Ucraina venga messa in una condizione di debolezza.
Il testo chiarisce alcuni principi fondamentali: i confini non possono essere modificati con la forza e le limitazioni previste alle capacità militari di Kiev rischiano di rendere il Paese vulnerabile a nuove aggressioni. I leader ribadiscono anche che ogni elemento legato all’UE o alla NATO potrà essere attuato solo con l’approvazione dei membri delle due organizzazioni. Una maniera indiretta per ricordare a Trump che l’Europa non accetterà di essere esclusa dal processo decisionale.
Un fronte europeo compatto e un vertice straordinario convocato d’urgenza
Il documento porta la firma dei principali capi di governo europei – da Emmanuel Macron a Friedrich Merz, da Giorgia Meloni a Keir Starmer – oltre che dei vertici dell’Unione europea, Antonio Costa e Ursula von der Leyen. La preoccupazione crescente ha spinto Costa a convocare un vertice straordinario dei 27 già per lunedì, a margine dell’incontro tra UE e Unione africana. L’obiettivo è definire una posizione comune prima che Kiev risponda all’ultimatum.
Durante il G20, Meloni ha ribadito che l’Italia è pronta a collaborare con alleati europei e statunitensi per raggiungere una pace equa. Ha inoltre ricordato che l’aggressione russa resta “ingiustificata” e che Roma è già impegnata sulla scena internazionale per favorire soluzioni diplomatiche in altre aree di crisi, come il Medio Oriente.
Crosetto rompe gli indugi: «Piano troppo duro per Kiev»
Mentre la premier italiana mantiene una posizione prudente, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso giudizi molto più severi. Secondo lui, il piano proposto da Trump è caratterizzato da condizioni estremamente penalizzanti per l’Ucraina, al punto da includere punti «mai accettabili». Crosetto riconosce però che la bozza rappresenta un punto di partenza necessario per avviare un negoziato, aggiungendo che la strategia di Trump è ormai chiara: alternare pressioni e aperture, provocazioni e gesti concilianti, in modo imprevedibile.
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